Senape selvatica (Sinapis arvensis)

La senape selvatica è una pianta erbacea, annuale della famiglia delle Brassicacee.
Senape deriva dal greco sino=offendo e ops=occhio, per l’odore acuto dei semi che irrita gli occhi, oppure dalla parola greca “sinapi”, che significa ‘senape’, ma potrebbe essere un nome di origine egiziana o indiana. Arvensis deriva dal latino e significa “dei campi”, ed indica l’habitat.

Contengono 4-8 semi di colore nero-brunastro. Già nell’Età del bronzo era un’erba comune e del suo uso se ne trova traccia già nella Bibbia.
Le foglie giovani sono commestibili, utilizzate in insalate, a cui aggiungono un sapore piccante, oppure bollite e utilizzate come gli spinaci. Le cime apicali, prima della fioritura, possono essere cucinate come i broccoli, di cui ricordano anche il sapore. I semi sono tossici per gli animali, tranne che per gli uccelli, ma possono essere usati per produrre una specie di senape e un olio commestibile, impiegato anche nella fabbricazione di sapone.

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